Cesar Brie
(attore e regista, fondatore del Teatro De Los Andes in Bolivia)

Pensare la scena: principi del movimento, improvvisazione, creazione di immagini e metafore
Sala delle Muse


in collaborazione con
l’Amministrazione comunale
di Fiorenzuola


(Cesar Brie)

Boliviano, arrivato in Italia a 18 anni con la Comuna Baires, Cesar Brie ha cominciato a sviluppare qui un’arte apolide, a stretto contatto con le molte realtà incontrate in una vita passata per scelta in esilio. Dopo l’esperienza nel gruppo Farfa e nell’Odin Teatret, ha fondato in Bolivia il Teatro de Los Andes. Con questo gruppo ha creato e crea spettacoli che partono dalla storia o dai classici, ma calati profondamente nell’attualità: una serie di lavori esemplari destinati a girare il mondo. Su Iliade hanno scritto “Ci sono spettacoli – pochi, imprevedibili – che incantano e s’imprimono nella memoria come un’esperienza irripetibile. Gli spettatori se li raccontano a distanza di anni alimentandone il mito”.L’Iliade del Teatro de Los Andes è uno di questi. Presentato in mezzo mondo, ha ovunque trascinato pubblico e critica in un consenso unanime, facendo gridare al capolavoro. Quasi duecento repliche in due anni. Tutti i temi del teatro di Brie sembrano fondersi qui in una profonda riflessione sulla violenza e sul tempo, nel tentativo di rivedere la tragedia antica alla luce della propria storia (Fernando Marchiori). Tra gli spettacoli scritti e interpretati e diretti da Brie e portati in scena in Italia e all’estero si possono citare almeno “Torneranno i miei figli”, “Il mare in tasca”, “ Romeo e Giulietta” da Shakespeare, “Ubu in Bolivia”, “Solo gli ingenui muoiono d’amore”, “Nella tana del lupo”, “Il Ciclope”, “Fragile”, “Il cielo degli altri” (realizzato in Italia con gli attori del Teatro Setaccio), “Otra vez Marcelo”,  mentre più recenti sono “Zio Vanja” di Anton Cejov (regia insieme a Isadora Angelini), “120 chili di Jazz”, “Odissea”, “Allbero senza Ombra” e “Karamazov” da Dostoevskij in scena nell’ottobre 2011 al Festival internazionale di teatro Vie di Modena .

Boliviano, arrivato in Italia a 18 anni con la Comuna Baires, Cesar Brie ha cominciato a sviluppare qui un’arte apolide, a stretto contatto con le molte realtà incontrate in una vita passata per scelta in esilio. Dopo l’esperienza nel gruppo Farfa e nell’Odin Teatret, ha fondato in Bolivia il Teatro de Los Andes. Con questo gruppo ha creato e crea spettacoli che partono dalla storia o dai classici, ma calati profondamente nell’attualità: una serie di lavori esemplari destinati a girare il mondo. Su Iliade hanno scritto “Ci sono spettacoli – pochi, imprevedibili – che incantano e s’imprimono nella memoria come un’esperienza irripetibile. Gli spettatori se li raccontano a distanza di anni alimentandone il mito”.L’Iliade del Teatro de Los Andes è uno di questi. Presentato in mezzo mondo, ha ovunque trascinato pubblico e critica in un consenso unanime, facendo gridare al capolavoro. Quasi duecento repliche in due anni. Tutti i temi del teatro di Brie sembrano fondersi qui in una profonda riflessione sulla violenza e sul tempo, nel tentativo di rivedere la tragedia antica alla luce della propria storia (Fernando Marchiori). Tra gli spettacoli scritti e interpretati e diretti da Brie e portati in scena in Italia e all’estero si possono citare almeno “Torneranno i miei figli”, “Il mare in tasca”, “ Romeo e Giulietta” da Shakespeare, “Ubu in Bolivia”, “Solo gli ingenui muoiono d’amore”, “Nella tana del lupo”, “Il Ciclope”, “Fragile”, “Il cielo degli altri” (realizzato in Italia con gli attori del Teatro Setaccio), “Otra vez Marcelo”, mentre più recenti sono “Zio Vanja” di Anton Cejov (regia insieme a Isadora Angelini), “120 chili di Jazz”, “Odissea”, “Allbero senza Ombra” e “Karamazov” da Dostoevskij in scena nell’ottobre 2011 al Festival internazionale di teatro Vie di Modena .

Ultimo aggiornamento (Martedì 27 Marzo 2012 09:03)

 

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